La situazione a Saluzzo

Come comitato facciamo parte del coordinamento bracciantile saluzzese dalla sua nascita. Supportiamo e solidarizziamo con tutte le iniziative promosse. Vi invitiamo a leggere il loro blog, seguirli corteosu Facebook e soprattutto partecipare attivamente alle loro iniziative, come la prossima rassegna stampa. Un forte abbraccio ai compagni che stanno subento una pesante persecuzione da parte della polizia, per il solo motivo di solidarizzare con migranti.

Un piccolo report di quello che abbiamo visto.

A Saluzzo quest’anno è stato messo a disposizione un campo gestito dalla Caritas. All’interno ci sono tende, una cucina all’aperto e un container con docce e bagni (condizioni migliori rispetto all’anno precente); non esiste uno spazio comune al chiuso, anche per pregare i ragazzi hanno procurato dei tappeti e li hanno sistemati in uno spazio all’aperto tra le cucine e i bagni. Bisogna sottolineare che il campo è stato adibito per ospitare 200 persone ma quest’estate sono passati da Saluzzo circa 400/500 rifugiati e/o migranti. Molti non avendo il posto in tenda dormivano fuori, cosa presente ancora tutt’oggi.

Tutti i viventi nel campo si svegliano prima dell’alba e muniti di biciclettecasa percorrono dai 20 ai 50 km per raggiungere i campi di lavoro e per cercare nuovo lavoro; alcuni lo trovano, altri lavorano a chiamata (pochi giorni o poche settimane) e poi fermi anche per un mese, ovviamente tutti continuano a girare i campi in bici ma, molto spesso senza ritrovare altro lavoro. La paga, che per legge dovrebbe essere tra i 6 e i 9 euro l’ora, è di circa 5 euro. Alcuni lavoratori chiedono ancora meno, per rendersi più appetibili agli occhi dei datori di lavoro.

Dentro il campo c’è una grande unione e solidarietà tra i ragazzi, chi lavora compra il cibo e tutti mangiano, ci sono momenti in cui si guarda la televisione, altri in cui si svolgono giochi da tavola, si prega e ci si riunisce per confrontarsi sulle condizioni di vita e di lavoro. Ultimamente a Saluzzo il freddo gelido ha raggiunto le tende del campo così sono iniziati i problemi di salute e di invivibilità. Molti ragazzi si lamentano delle condizioni estremamente dure e indegne a cui sono costretti: dal freddo all’ umidità, dagli spazi ristretti alle poche cure mediche (ci è giunta voce che ai medici locali sia stato proibito di dare loro cure, poichè se ne dovrebbe occupare la Caritas). Così la maggior parte di loro sono affetti da sindromi influenzali, tonsilliti, bronchiti spesso recidivanti. Se poi tutto ciò viene unito al lavoro pesante che dura circa 10 ore al giorno ecco che non si contano più dolori articolari, lombalgie, tendiniti.

Considerata questa situazione circa una settimana fa, i ragazzi insieme al Coordinamento bracciantile, hanno iniziato a parlare di un tema molto importante: la casa. Un luogo chiuso e caldo dove poter vivere per continuare a lavorare, dato che le tende della Caritas sgombereranno il campo a fine ottobre non considerando che il lavoro nei campi continuerà fino a dicembre. In risposta a questa situazione, domenica 12 ottobre, i ragazzi si sono riuniti e dopo aver scritto due striscioni, uno in italiano e uno in francese: “noi vogliamo una casa per tutti”, hanno dato inizio ad un corteo spontaneo richiedendo la presenza del Sindaco. Dopo aver bloccato la viabilità per alcune ore, il Sindaco ha dato un appuntamento ai ragazzi per lunedì 13 in comune. Una delegazione di ragazzi accompagnati da una mediatrice, sono andati a presentare il problema, richiedendo al sindaco una soluzione. La risposta di quest’ultimo è stata: “non ho una soluzione, pagatevi un affitto”. Nessuna risposta politica all’orizzonte. L’atteggiamento fortemente negativo ha incontrato la piena e disgustosa simpatia dei leghisti saluzzesi.

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Prospettive per la scuola dell’exMOI

Fin dall’inizio le palazzine dell’exMOI ospitano un’aula scuola. Nel tempo si sono succedute persone e modalità diverse.scuola Qui (LINK) potete trovare una piccola descrizione della storia e delle modalità d’insegnamento. Qui riportiamo la prima assemblea del nuovo anno scolastico, per chi fosse interessato a capire cosa si fa, chi la vive e quali sono le prospettive per questo nuovo anno. Divido questo resoconto in due parti: (1) le decisioni prese che possiamo definire stabili e sicure, e i motivi che vi stanno dietro; (2) le decisioni assunte in linea di massima, ma che siamo pronti a modificare nel giro delle prossime settimane, o nei prossimi mesi. 1. Assicureremo la nostra presenza al MOI per tre giorni, dalle sette alle nove di sera, con la possibilità di allungare il margine di tempo nelle serate partecipate e ben avviate. Proporremo innanzitutto ciò su cui siamo formati: l’insegnamento della lingua italiana. Anche senza avere la necessità di preparare all’esame di terza media o di aiutare i ragazzi nei compiti, potremo lavorare sull’uso del linguaggio nelle situazioni di vita quotidiana. L’insegnamento della lingua sarà tuttavia la base di un contenitore più ampio, che speriamo si possa arricchire con il progredire dell’autunno. Questo “contenitore” è il luogo che ogni sera riusciremo a creare nell’aula, un luogo il più possibile ricco di stimoli: durante le lezioni di italiano potremo proporre diverse attività collaterali. In fondo il desiderio principale del progetto di quest’anno è quello di favorire lo scambio di idee e di esperienze, la comunicazione fra le persone, evitare che le palazzine restino chiuse al mondo. Per questo sarà fondamentale da parte nostra essere attenti e ricettivi, capire e interpretare al meglio le esigenze degli abitanti. Nel corso di questi mesi abbiamo immaginato molti progetti davvero interessanti – la redazione di un giornalino, il calcio popolare, esercizi di fotografia urbana, traduzioni di canzoni e poesie, letture, laboratori di musica e disegno… – è fondamentale fra ottobre e novembre sforzarsi di dare corpo alle idee a partire dal desiderio dei ragazzi. Questo punto apre una riflessione rilevante in merito al rapporto fra il nostro gruppo e gli abitanti. La situazione, come sempre, è poco stabile, questo in particolare è un periodo di partenze e di arrivi (si pensi alle vendemmie) e al contempo è impossibile conoscere in modo approfondito le problematiche sorte dalla convivenza fra centinaia di persone. Dovremo pertanto tentare di capire la situazione, comunicare con gli abitanti ed essere capaci di orientarci contando soprattutto su noi stessi, compatibilmente al tempo di cui ciascuno di noi dispone. Infine, il Mamre farà una riunione per decidere quali attività proporre per coinvolgere i ragazzi. Un’altra nostra delegazione si impegnerà a contattare e a parlare con i CPT per tentare un coordinamento. 2. Indicativamente i giorni di presenza saranno il martedì, mercoledì, giovedì. Fra le attività collaterali vorremmo riproporre le serate di cinema. Una delle tre serate potrebbe essere dedicata alla proiezione di una ampia varietà di film, da Nollywood ai documentari. Nei prossimi giorni alcuni di noi inizieranno ad impostare la comunicazione, che partirà comunque dopo l’incontro con Mamre. Importate trovare una buona formula per le locandine che verranno sparse fra i piani e agli ingressi. Dobbiamo essere efficaci, chiari e anche un poco attraenti. Far capire che proponiamo una scuola di italiano e anche attività differenziate e laboratori. Distribuire le locandine sarà anche l’occasione per tentare di girare e parlare fra un piano e l’altro. Non solo, potrebbe essere sensato pensare anche a una comunicazione volta a chiamare fra noi ragazzi e ragazze interessati ad aiutarci e ad accompagnarci nel nostro percorso. Penso a volantini da distribuire a Palazzo Nuovo (soprattutto fra gli studenti di antropologia, filosofia…), a fogli informativi da lasciare nelle biblioteche del quartiere, così da raggiungere anche gli abitanti del quartiere. Più il gruppo si allarga, più aumentano gli stimoli e diminuisce il carico di lavoro di ciascuno. Infine sarà importante tentare di rompere i confini fra dentro e fuori il MOI, L’anno scorso alcuni di noi organizzarono uscite serali al cinema (penso al Cecchi Point): è un esperimento da tentare ancora. Inoltre potremmo organizzare (con frequenza sostenibile: una volta ogni uno/due mesi) degli eventi rivolti anche a un pubblico che abita la città al di là dei confini delle palazzine. Esempio: proiezione di documentari, dibattiti aperti, scambi di racconti. Spero sia esaustivo. A presto.

Prossimi Eventi

  • Venerdì 6 Giugno- Salette Occupata (v. salette 12/a) – Inaugurazione Ciclofficina popolare. – Evento Facebook
    • Ore 16.00 ritrovo in pzza Castello Biciclettata verso Piazza Massaua.
    • Ore 19.00, APERITIVO sul TERRAZZO
    • Ore 20.30 PROIEZIONE di documentario sulla storia Massa Critica e corti
  • Sabato 7 Giugno – ore 9.00 – Pzza Santa Rita – Corteo Antifascista in solidarietà ad andrea
  • Sabato 7 Giugno – ore 17.00 – ExMoi (v. Giordano Bruno 191)- Festa dei vicini

Novità

Tante cose sono successe in queste settimane. Il 17 Gennaio abbiamo occupato la palazzina di via Madonna delle Salette 12. Contemporaneamente in via Legnano 5 e via Spano 41 nascevano altre due occupazioni, la prima di studenti e ragazzi, la seconda di famiglie. 01La vicenda di via Spano è per certi versi più curiosa e interessante, purtroppo. Iniziamo dicendo che in quel palazzo un paio di famiglie provenivano dal MOI, le palazzine di via Giordano Bruno. Questa occupazione era un’insopportabile attacco alla proprietà privata, evidente dalla prontezza dello sgombero, ma era anche un luogo fatto di giovani e famiglie di diverse nazionalità. Il triste sgombero sotto la pioggia di mercoledì 4 Febbraio testimonia come la linea dura prevalga anche contro le famiglie e contro questa integrazione che vuole nascere dal basso.

La presenza di Elena, che ha partorito esattamente il giorno dello sgombero, ha mostrato come un evento tanto bello possa essere strumentalizzato, oscurando non solo le necessità abitative di tutti gli altri occupanti, ma ignorando completamente il diffuso malessere per la gestione della questione abitativa in città. Il neonato e sua madre diventano il fuoco dell’attenzione, come è giusto che sia, ma non una parola è spesa per gli altri occupanti e coloro che lottano in città, tanto meno per tutte le altre madri che il coraggio di occupare non lo hanno ancora trovato.

Non contenti, la mattina del 12 Febbraio il bimbo che ha avuto la fortuna di nascere sgomberato, ha subito già il suo secondo sgombero. I bagni pubblici di via Roccavione, inutilizzati dal 2009, erano stati infatti occupati solo una settimana prima.

Senza che le vicende familiari influenzino tutta la discussione è notevole la solerzia delle forze dell’ordine nello sgomberare un locale di proprietà pubblica. Notevole anche la solerzia con cui la Digos si preoccupa di controllare via delle Salette, nonostante gli occupanti siano persone tranquillissime e i rapporti con i proprietari (la vicina chiesa) siano ottimi.

Presto sarà data una risposta a tutto questo. Intanto ci preme informarvi che in via Salette l’elettricità è attiva e il prete della vicina parrocchia è molto disponibile, tanto da averci portato dei panini e dei dolci. Stiamo già eseguendo lavori per adattare l’impianto a reggere le stufette elettriche. L’acqua inizia a funzionare in alcuni bagni, per ora fredda, ma risparmiando i viaggi alla fontana. Le stanze sono quasi tutte pronte e tre famiglie sono già entrate, due delle quali abitavano in via Spano. Probabilmente ospiteremo altre persone rimaste senza casa, ma non sappiamo ancora chi e quando.

Nel frattempo le procedure per la residenza proseguono. Ogni giorno accompagniamo circa 30 persone all’anagrafe per iniziare la procedura che li porterà, passando dall’accertamento dei vigili, ad avere una carta d’identità con l’indirizzo fittizio di via della casa comunale 3 (apposito per i rifugiati, simile a quello del civico 1 per i senza tetto) e il tesserino sanitario. Ancora è poco chiaro a quali servizi darà accesso questa residenza, anche se non ci facciamo molte illusioni, sicuramente sarà un aiuto per il rinnovo del permesso e per i servizi minimi. C’è ancora molta confusione su come verrà completata la procedura, su come e quando verranno coinvolti tutti gli altri rifugiati di Torino (ci è stato chiesto di accompagnare solo occupanti di via Giordano Bruno) e soprattutto, quando le tre settimane di accompagnamento finiranno, come faranno i rifugiati a richiedere la residenza da soli.

Ci stiamo occupando di questo e di molto altro. Se nel frattempo avete voglia di incontrare il comitato e gli occupanti, la prima iniziativa si svolgerà il 21 Febbraio alla Cascina Roccafranca, in via Rubino 45. Molte altre saranno le occasioni per dibattiti e feste, li comunicheremo presto. Presto anche il compleanno del MOI, un anno di occupazione che festeggeremo a fine marzo.

Stay tuned.

Campagna benefit per il comitato

Crediamo fermamente che i nostri valori si rispecchino non solo negli incontri saltuari, ma nella presenza quotidiana, affrontando i problemi di ogni giorno e non solo.
I palazzi del MOI sono un simbolo della speculazione economica e mostrano ormai la loro corruzione fin dentro le pareti. Eloquente che Repubblica scriva di “lavorazioni non eseguite a perfetta regola d’arte che comportano la necessità di intervenire per eliminare possibili situazioni di pericolo”, descrivendone la decadenza.
Questo è ad ora il nostro problema: per assicurare una vita degna agli occupanti dobbiamo eseguire molti lavori, lavori che il comune ha preferito non eseguire, svendendo in blocco al fondo città di Torino.

Gridiamo forte che la casa è di chi l’abita, è sbagliato lasciarla vuota come è sbagliato non prendersene cura. Per questo dobbiamo intervenire a riparare i danni che man mano si creano. Vi invitiamo tutt* a fare un giro per vedere coi vostri occhi cosa vuol dire speculazione e come questa tocca concretamente la vita degli individui.

Inoltre si è aggiunta la nuova casa di via Madonna delle Salette, situazione molto più sostenibile, ma in cui molti lavori sono ancora necessari.

Insomma vi chiediamo di sostenerci concretamente, che sia comprando una maglietta (10 euro, foto sotto) o qualche cartolina (1 euro, qui le foto), che sia portandoci materiali utili o aiutandoci a organizzare cene, incontri o eventi.

Contiamo sulla vostra solidarietà.

Contattateci