Porte chiuse

Da marzo 2013 si sono presentati all’exMOI giornalisti Casa: occupazioni a Torino, momenti di tensioneper raccontare, il vescovo Nosiglia ha portato la sua solidarietà e comprensione, politici hanno visitato l’occupazione per premurarsi della situazione. Infine varie associazioni frequentano il luogo o portano il loro supporto. Tutti coloro disponibili al dialogo e all’aiuto hanno sempre trovato le porte aperte.
Il 18 novembre era previsto un sopralluogo della commissione di gestione e dei capigruppo comunali all’exMOI. Di questa visita nessuno è stato avvisato. Ne il nostro comitato, ne gli abitanti delle palazzine. Nemmeno il presidente di circoscrizione Rizzuto, in contatto diretto con alcuni dei rifugiati, che avrebbe potuto avvertirli. A nessuno è stata chiesta opinione sullo stato delle palazzine o dei suoi abitanti.
Più grave ancora non vi era un motivo chiaro. Perché proprio senza preavviso? Perché proprio ora, dopo 6 anni di abbandono e 2 di occupazione?
Tutti abbiamo pensato ai fatti di Tor Sapienza. Una provocazione. Il comune se ne è reso conto e ha per questo annullato la visita istituzionale, decidendo di condividere con abitanti e comitato date e modalità.
Il centro destra ha invece voluto portare avanti questa provocazione. Presenti Marrone e Ambrogio (FdI), Ricca e Carbonero (LegaNord), Tronzano (FI), Berthier (Torino Libera, voti di Forza Nuova).
La visita era a puro titolo personale, nonostante continuassero a ripetere di essere li per conto del Comune. La loro richiesta era di entrare a visitare le palazzine, prontamente negata da una folla di 200 rifugiati, dal comitato, dai centri sociali cittadini e da altri numerosi solidali. Negata perché l’unica cosa chiara era l’intento provocatorio, sicuramente non costruttivo, della destra torinese. Chiarito dall’affermazione di Marrone, che in uno scambio di battute sul perché solo ora si interessi di rifugiati ha risposto di occuparsi da tempo della cosa “infatti io ho votato contro la residenza”, dichiarazione che ha scatenato l’ira degli interlocutori.
Nonostante ciò non vi è mai stato contatto fisico, solo una lunga discussione e numerosi cori.
La visita era probabilmente correlata al presidio indetto dai giovani di Forza Italia nella vicina piazza Galimberti. Presidio andato praticamente deserto, costretto a spostarsi e ad andarsene dalla continua presenza dei rifugiati.
Siamo ben contenti di aver respinto un pericoloso precedente per un accanimento politico e mediatico verso gli abitanti dell’exMOI. Contenti che una minima resistenza abbia fatto capire alle istituzioni quali sono i problemi reali di cittadini e migranti, che ci sono altre modalità per risolverli. Contenti perchè questa visita ha riacceso la voglia di ribellarsi e di stare uniti.

Ricordiamo che i rifugiati che vivono in queste palazzine non vivono nel caos, il Comitato di Solidarietà Rifugiati e Migranti li supporta quotidianamente e con uno sportello settimanale, gli abitanti hanno un responsabile ogni appartamento, infine numerose associazioni frequentano il luogo o si interessano della situazione. Tra queste Pastorale Migranti, Frantz Fanon, Mamre, ANPI sez. Lingotto, il Gruppo Abele ed il Sermig. L’associazione del politecnico Ingegneri Senza Frontiere sta stilando un rapporto sulla situazione strutturale delle palazzine dell’exMOI. Si è avviato un proficuo dialogo con tutti i partecipanti del GRIS, gruppo che si occupa della salute di migranti e rifugiati, per definire i miglioramenti possibili del sistema sanitario rispetto alla situazione dei migranti. Un protocollo è stato stilato con i Centri Territoriali Permanenti Castello di Mirafiori e Braccini affinché i rifugiati ancora analfabeti abbiano una corretta formazione. Tutto ciò nella quasi totale assenza delle istituzioni.
Ricordiamo inoltre che queste persone, al contrario di quanto spesso si dice, non ricevono soldi dallo stato, hanno ricevuto solo i due euro giornalieri che gli spettavano durante i loro progetti, ora più niente. Chiedono solo integrazione e lavoro dignitoso oltre alla libertà di potersi muovere sul territorio europeo.

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